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Fitto: "sulla Toponomastica no a nuovi compromessi"
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Rimane viva la discussione sulla toponomastica sui sentieri di montagna in Alto Adige: dopo che il presidente della Giunta altoatesina Luis Durnwalder aveva auspicato un compromesso con Roma, dopo lo scontro frontale raggiunto a seguito della diffida del Governo, il Ministro per gli affari regionali Raffaele Fitto nega la possibilità che un nuova forma di conciliazione tra le parti possa essere trovata: Fitto ha ribadito che l’intesa proposta da Roma rappresenta già una valida forma di compromesso: da una parte, dice , perché a Palazzo Widmann sono concessi due anni per ripristinare la segnaletica bilingue, così come previsto dalla Statuto d’Autonomia e inoltre, prosegue Fitto, perché nel protocollo viene evidenziato chiaramente che i nomi storici, per i quali non sarà possibile una traduzione in italiano e in ladino, manterranno la loro dizione originale nella sola lingua tedesca. Toni distensivi e di apertura dunque arrivano dalla capitale e intanto Durnwalder, in attesa che in consiglio provinciale venga presentato il disegno di legge sulla toponomastica, all’interno del quale figura anche l’ipotesi di un sondaggio tra la popolazione locale che funga da rilevatore statistico tra la popolazione. Intanto sul quotidiano in lingua tedesca Dolomiten viene evidenziata la difficoltà di riportare il bilinguismo su tutti i cartelli dei sentieri di montagna, in quanto, secondo una statistica stilata del Dolomiten, l’80% dei cartelli nella sola lingua tedesca si troverebbe su terreni privati e nessuno avrebbe intenzione di cambiarli e aggiornarli anche con la dicitura in lingua italiana. Anche il presidente dell’Alpenverein Gerog Simeoni conferma la statistica stilata dal quotidiano in lingua tedesca. "Conti alla mano dovrebbero esser revisionati almeno 25 mila cartelli – dice – per un costo stimato che dovrebbe aggirarsi sui 150 mila euro". Non ci muoveremo finchè la situazione tra Provincia e Governo non sarà definitivamente chiarita. |
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