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Università di Trento: nuove ricette per garantire la qualità
Rivoluzione in vista nell’ateneo trentino, che potrà contare su una governance più snella ed un rapporto sempre più stretto con la ricerca. Per gli studenti fuori sede, arriveranno 1000 posti letto in più, il merito sarà maggiormente considerato. In attesa, cioè, che la delega in materia di università, con il passaggio di competenze dallo stato alla provincia, così come sancito dall’accordo di Milano, diventi ufficialmente operativa a metà del prossimo anno, Piazza Dante si è data da fare. La commissione per l’università, nata ad hoc, ha trovato la ricetta per raggiungere il successo. Un cda ridotto con meno di 10 persone, stop alle graduatorie predefinite per reclutare i docenti, ma spazio ai talenti, un sistema di finanziamento tale da consentire una programmazione pluriennale, messa in crisi finora dalla politica dei tagli. Ateneo e provincia paiono uniti più che mai, distanti da quello che il rettore Bassi ha definito un governo lontano e spilorcio. C’è chi teme però un’invasione di campo da parte dell’amministrazione provinciale. Il presidente dell’università Innocenzo Cipolletta si dice però sereno.